Tra piume, pettegolezzi e sciarpe smarrite – Vita (quasi) vera di Pico

Nel Solaio esiste sempre un momento, di solito all’alba, in cui qualcuno atterra senza essere stato invitato — come una notizia urgente che nessuno ha richiesto.
Pico, naturalmente, è assolutamente certo di essere atteso. E necessario.

Pico, artista delle magie storte

Tra piume, pettegolezzi e sciarpe smarrite, Pico sostiene di essere una figura centrale nel funzionamento del Solaio. Nessuno gli crede davvero, ma lo afferma con tale convinzione che, per quieto vivere, si tende a non contraddirlo.

È un piccione viaggiatore. Non nel senso romantico del termine. Più nel senso… informativo.

Bianco e grazioso, con alcune piume di un grigio argento che lui definisce “strategiche”, Pico ha un becco affilato come un punto esclamativo e due zampette nervose che non stanno mai ferme, nemmeno quando dovrebbe tacere.

Si presentò nella vita di Freya con una certa nonchalance, oscillando tra l’insicurezza di un’anima artistica e l’arroganza di uno snob comprovato. Indossava una sciarpa rossa trovata tra le cianfrusaglie di un terrazzo — secondo lui, “abbandonata in attesa di essere valorizzata”.

Da quel momento, la collezione di sciarpe (spesso di design discutibile ma difese con ferocia) divenne pressoché infinita. Pico le considera parte integrante della propria identità.

Per le occasioni formali sfoggia un frac impeccabile. I brillantini sulle piume, invece, non sono mai in discussione.

Pico sa tutto. O, più precisamente, sa abbastanza da colmare il resto con sicurezza.

Chi ha litigato con chi.
Chi ha cambiato tende.
Chi finge di non essere geloso.
Chi è appena arrivato nel quartiere e pensa di non essere ancora stato notato.

Il suo hobby? La creazione di opere di vario genere. Dalle ballate dal gusto rétro alle sculture decisamente alternative, Pico si considera un genio piumato incompreso.

Per consolarsi, osserva le vite altrui.
E le racconta.

Ogni mattina si posa sul ramo accanto alla finestra del Solaio e, con la dedizione di un cronista e l’entusiasmo di chi si ascolta volentieri, aggiorna Freya su tutto ciò che è successo mentre lei dormiva e viaggiava nei sogni.

Freya, di solito, non lo interrompe.

A volte lo ignora.
A volte prende appunti.
A volte annuisce in modo sospettosamente interessato.

Ed è proprio in quei momenti che Pico dovrebbe preoccuparsi.

Perché alcune delle sue informazioni, rielaborate con una certa creatività felina, finiscono inevitabilmente in incantesimi.

E gli incantesimi di Freya non sempre funzionano come previsto.

A volte migliorano la situazione.
A volte la complicano.
A volte coinvolgono direttamente Pico.

Lui sostiene che si tratti di collaborazioni.
Il resto del Solaio parla di effetti collaterali.

Negli ultimi tempi, Pico ha deciso di formalizzare il proprio ruolo.

Si presenta come Gran Maestro dell’Ordine della Piuma Perduta, Consulente Supremo per le Magie Ardue e le Emergenze Estetiche del Solaio Incantato, Viaggiatore, Pensatore… e, in occasioni specifiche, cancelleria ufficiale.

Nessuno ha mai verificato le credenziali.
Ma la sciarpa, in effetti, aiuta.

Nonostante tutto, Pico continua a volare, osservare, raccogliere dettagli e restituirli con una sicurezza ammirevole e una precisione… variabile.

Perché, nel mondo di Freya, la verità non è mai solo una questione di fatti.

È una questione di stile.

E Pico, su questo, non accetta critiche.

Lascia un commento