Dopo l’ennesima critica di Argentia alla sua calligrafia incerta (“più che lettere, sembrano zampe bagnate!”), Freya decise che era giunto il momento di procurarsi una piuma autoscrivente.

Un oggetto magico raffinato, sì — ma anche potenzialmente pericoloso: con quella penna chiunque poteva redigere critiche taglienti e inappellabili, magari rivolte a qualche figura istituzionale lievemente autoreferenziale e vagamente permalosa.

Nel villaggio di Codeville l’uso di simili artefatti doveva comunque rispettare la prassi ferrea per la prevenzione dei disastri politici.

Clara, al solito, sbuffava veleno:
— Una piuma autoscrivente? Inutile. Serve solo a chi ha la mente pigra e la zampa tremante.
E la richiesta per usarla? Peggio ancora. Una perdita di tempo decorata da frasi passive.

Ma Freya compilò la richiesta formale. Poi un’altra. E un’altra ancora.

Finché un giorno Pico, borbottando tra sé e sé, le consegnò una busta timbrata.

Freya la aprì con una zampina tremolante e lesse ad alta voce:

“Gentile felina Freya,
La Sua Istanza relativa all’uso della Piuma Autoscrivente non risulta pervenuta presso i nostri uffici.
La richiedente potrà, previa richiesta formale, attivare le procedure di verifica della registrazione della richiesta, come previsto dalla normativa vigente, ferma restando la competenza esclusiva dell’organo preposto.
In caso di esito positivo della verifica, sarà convocato un Comitato Straordinario con decorrenza dal primo giorno utile del prossimo ciclo lunare, incaricato di esprimere parere consultivo sul rilascio del Nulla Osta.
Poiché l’approvazione è subordinata alla valutazione degli Organi Preposti, si richiede un congruo termine per la predisposizione della risposta.
In assenza della documentazione richiesta, la procedura sarà archiviata d’ufficio con effetto retroattivo.”

Freya sgranò gli occhi, sconvolta.
— Ma… in che lingua è scritta?!

Argentia, riflessa con disinvoltura sulla parete, rise senza ritegno.
— Ah, vuoi la traduzione?

— Ovviamente!

— Semplice: “La tua richiesta è scomparsa. Se insisti, forse la cercheremo, forse risponderemo, ma dipende da qualcun altro che non puoi contattare.”

Freya fissò per un attimo la propria calligrafia storta.
Poi guardò Argentia.
Poi rilesse la risposta, scritta in un burocratese degno del veleno di Clara.

— Sai cosa? Forse la mia scrittura non è poi così orribile.
E le tue battute, Ari, non così insopportabili.
Male che vada…

(Fece un balzo improvviso e strappò una piuma dalla coda di Pico.)

— … c’è sempre un’altra soluzione!

Pico urlò:
— IO MI DISSOCIO!

Ma era troppo tardi.

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