Il Solaio stava guardando la scena finale di un vecchio film in bianco e nero:

Due cuori pulsavano in sincrono. Ancora. Per poco.
La valigia era già lì, in piedi come un testimone stanco.
Lo sguardo di lei, pieno di parole trattenute, seguiva ogni gesto dell’uomo che un tempo prometteva “per sempre”.
Lui esitò. Raccolse la valigia. Poi si voltò, come se una voce lo avesse chiamato.
Aprì le braccia, incerto. Pronto a tornare.
Ma lei fece un passo indietro. E alzò il mento.
Titoli di coda. Finale aperto.

Clara osservava la scena dall’angolo del tappeto, con gli occhi stretti e il tono mentale di chi ha già visto tutto, due volte, e si è anche stufata la prima.

— Ennesima corsa sentimentale fatta a occhi chiusi. Con tanto di valigia in bella mostra, lacrime non versate, sguardi da pellicola francese e un cappello triste appoggiato di sbieco.

Si accostò un po’ alla porta, sbuffando veleno a ritmo regolare.

— Ma a che serve? Farsi spezzare il cuore per riscoprire quanto era comodo il divano? Schiantarsi contro un palo in quarta per rivalutare il traffico del lunedì?

Masochismo raffinato. Autolesionismo emotivo con pretese estetiche. Bah….Tutto già visto.

Freya finì di guardare la scena del film con il cuore che le correva a perdifiato. Si leccò una zampetta, cercando di calmarsi. Inutile.

— Ma come?! Non si parlano? Non si spiegano? Davvero?!
Lui parte. Lei lo guarda. Le parole restano incastrate in gola. E poi… stop? Titoli di coda?!

La gatta sbatté la coda indignata.

— Ma l’amore deve trionfare! Sempre! Anche se si rimpicciolisce un po’ per proteggersi…
Ma poi diventa più profondo. Più viscerale. Come quando si affonda il muso in una coperta calda.

Argentia sorrise, un sorriso triste come la luce prima della pioggia.

— Tutto muta nel tempo, mia cara. Le menti e i cuori evolvono. Ma non sempre nella stessa direzione.
E a volte… lasciare andare è un atto d’amore.
Forse il più grande e profondo che ci possa essere.

La gatta non rispose subito. Poi chiese:

— Ma allora… niente ciotola piena?

— La ciotola piena arriva.
Solo che, a volte, non è quella che avevamo scelto all’inizio.

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